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MOYO
Jua
La Mappa Spezzata · Episodio 13 di 37

Quando continui ad accendere tutto intorno a te e ti accorgi di essere rimasto senza luce.

La luce nell’ultimo banco

Un liceo durante una lettura pubblica. Qui Giada dovrà ritrovare la luce che credeva di aver smarrito.

Nelle Cronache precedenti

Rosario e Martina non avevano ancora finito di pensare a ciò che era accaduto: Enrico rinviò la presentazione, riunì la squadra e attribuì pubblicamente la correzione a chi l’aveva individuata. All’alba, una lama di sole cadde sul cortile di una scuola e rimase accesa sull’ultimo banco di un’aula vuota.

Fuori dal laboratorio

Nel laboratorio ogni cosa aveva il proprio posto, tranne la magia. La Mappa scivolò verso il bordo del tavolo e il sacchetto di tela si aprì senza essere toccato. Il primo richiamo attraversò Madreperla marrone e Hematite Gold.

Un raggio di sole attraversò il soffitto nonostante fosse sera. Nella luce comparve un giovane drago dorato, impaziente di occupare ogni angolo buio della stanza.

«Hai un nome?» chiese Rosario.

Il giovane drago sorrise alla luce. «Io sono Jua, Custode della Luce.»

La Voce di Jua

«Io sono la stella che non si spegne. Ti ricordo che la vera forza non è resistere, ma continuare a illuminare, anche quando il cielo si fa scuro. Dentro di te c’è un sole che non smette mai di sorgere.»

Sul panno chiaro, Jua iniziò la scelta. Sfiorò Madreperla marrone e Hematite Gold con una piccola fiamma dorata; i riflessi madreperlacei più caldi e il riflesso metallico dorato si accesero senza diventare abbaglianti.

Martina controllò due volte la sequenza, poi fece cenno a Rosario. Lui unì Madreperla marrone e Hematite Gold, regolò la tensione e inserì il centrale MOYO. Nel momento esatto in cui la composizione fu completa, l’Amuleto di Jua emise un impulso appena visibile.

Quando l’Amuleto toccò il centro della Mappa, il tessuto si irrigidì come una superficie d’acqua. Apparve l’ultimo banco di un’aula raggiunto da una lama di sole: era la scuola serale del quartiere.

Il luogo era chiaro, tutto il resto no. Uscirono con la Mappa ripiegata e l’Amuleto protetto, pronti a capire soltanto sul posto perché fossero stati chiamati. Jua li precedette verso il punto acceso.

Arrivarono alla scuola serale poco prima dell’inizio delle lezioni e chiesero al custode di poter aspettare nel corridoio. La lama di sole della Mappa si fermò davanti all’ultima aula.

Giada scriveva poesie nell’ultimo banco e le nascondeva prima che qualcuno potesse leggerle. Aveva imparato a essere invisibile per non rischiare di essere giudicata.

Jua raggiunse Giada senza produrre alcun rumore. Giada vide soltanto Rosario, Martina e ciò che portavano con sé.

Rosario mostrò soltanto la Mappa ripiegata, senza avvicinare ancora l’Amuleto. «Siamo Rosario e Martina. Questo percorso ci ha portati fin qui, ma non ci ha detto chi avremmo incontrato. Potremmo aver capito male: vuoi ascoltare?» Martina proseguì: «Ti nascondi prima che qualcuno possa giudicarti, ma così nessuno può nemmeno incontrare ciò che hai da dire.»

Giada nascose il quaderno. «Non c’è niente da leggere.» Il drago dorato si sedette sul banco, invisibile a lei, e aspettò.

Il punto in cui non bastavano le parole

Furaha trasformò l’attesa in gioco; Jupita voleva convincere Giada con un discorso grandioso. Jua scelse invece di restare sul suo quaderno. Quando la professoressa chiese un testo volontario, Giada vide il bracciale lasciato da Rosario e Martina accanto alla pagina e capì che poteva iniziare con quattro righe, non con una dichiarazione perfetta.

La prima azione concreta

Giada salì davanti all’ultimo banco e lesse una poesia breve. La voce tremò, ma arrivò fino alla fine senza chiedere permesso.

L’Amuleto di Jua rimase per un istante tra Rosario, Martina e Giada. Poi Martina disse: «Questo è l’Amuleto di Jua, Custode della Luce. La Madreperla marrone e l’Hematite Gold accompagnano il momento in cui scegli di mostrarti senza dover diventare più rumoroso degli altri.»

Martina glielo consegnò dopo l’ultima parola. Giada lo indossò mentre la classe restava in silenzio; l’Hematite Gold trattenne un riflesso caldo e Jua illuminò per un istante l’ultimo banco.

Jua pronunciò il mantra dell’Amuleto: «Sii luce, qualunque cosa accada».

Il segnale successivo

Dalla finestra entrò una corrente d’aria che sollevò soltanto una pagina. Sul foglio apparve il disegno di un ponte sospeso e una parola: respira.

Fermati un momento

Questa Cronaca parla anche a te?

Continui a dare energia a tutto senza accorgerti di esserne rimasto senza?

Quale gesto potrebbe restituire luce anche a te?

Jua custodisce la luce: una qualità da riconoscere dentro di te e trasformare in una scelta concreta.

Bracciale JUA
La scelta diventa concreta

L’Amuleto di Jua

Madreperla marrone · Hematite Gold

Un segno da incontrare ogni giorno per ricordare la luce che hai scelto di rimettere in movimento.

Non compie la scelta al posto tuo. Ti ricorda la qualità con cui hai deciso di affrontarla.

Scopri l’Amuleto di Jua
Jua
Il Custode di questa Cronaca

Jua · Custode della Luce

Approfondisci la sua identità, le pietre e il messaggio che custodisce.

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